Come prepararsi al meglio all’esame di avvocato 2019

| Esame Avvocato

L’esame di avvocato 2019 probabilmente sarà l’ultimo con i codici annotati con la giurisprudenza e quindi è necessario impegnarsi molto per superare il concorso quest’anno.

Un decisivo aiuto è frequentare un corso che consenta di esercitarsi nella redazione di atti e pareri.

Non è sufficiente il ripasso manualistico.

Dalla mia personale esperienza con i praticanti che si accingevano ad affrontare l’esame di avvocato ho potuto riscontrare che per prepararsi al meglio non è affatto sufficiente un ripasso manualistico delle materie scritte d’esame.

Scrivere è la base di partenza della pratica forense. E’ necessario scrivere in maniera chiara utilizzando correttamente i termini giuridici; non si può ad esempio confondere il concetto di annullabilità del contratto con quello di risoluzione oppure di inefficacia.

Oltre alla capacità di scrivere correttamente bisogna acquisire la capacità di inquadrare la fattispecie concreta in quella astratta.

Individuare le proprie lacune.

Per prepararsi al meglio all’esame di avvocato è necessario in primo luogo analizzare quali siano le proprie lacune ponendosi queste semplici domande.
Ho la capacità di scrivere in maniera chiara, senza difficoltà e con proprietà di linguaggio un commento ad una sentenza della Suprema Corte di Cassazione? Riesco a risolvere correttamente le tracce d’esame assegnate negli anni passati e gli istituti giuridici ad essi sottesi?
Se la risposta, anche ad una di queste domande, è NO, non vi preoccupate e continuate a leggere.

Per imparare a scrivere con proprietà di linguaggio è opportuno svolgere una pratica forense effettiva che vi consenta di cimentarvi nello scrivere atti e nell’effettuare ricerche giurisprudenziali.

Imparare a scrivere “con parole precise”.

Inoltre, nei casi più gravi, prendere qualche ripetizione da un insegnante di italiano non farebbe affatto male; anche se so che state storcendo il naso. Consiglio comunque di leggere un saggio di scrittura; a me personalmente è piaciuto molto quello di Gianrico Carofiglio “Con parole precise, breviario di scrittura creativa” editori Laterza che si dedica specificatamente alla metodologia per la corretta linguistica della redazione degli atti giudiziari.

Il quaderno delle frasi di collegamento.

Inoltre, vi consiglio di munirvi di un quaderno nel quale appuntare tutte le frasi o le parole di collegamento utilizzate negli atti, nei pareri e nelle sentenze e che più vi hanno colpito perchè vi saranno molto utili a vincere il blocco da foglio bianco. Come scriveva l’Avvocato Piero Calamandrei bisogna scrivere in maniera chiara, coincisa e con periodi brevi eliminando ogni prolissità.

Corso di preparazione all’esame.

Per queste ragioni, consiglio di frequentare un corso post laurea fin da subito ovvero in concomitanza con l’inizio dello svolgimento della pratica forense, in modo da non perdere il ritmo allo studio e rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità normative e giurisprudenziali. Due anni di corso prima dell’esame consentono di presentarsi con un bagaglio culturale consolidato e aggiornato.

Fondamentale nella scelta del corso è l’aspetto non solo teorico di studio e di analisi della casistica giuridica concreta ma anche quello di esercitazione scritta che comprenda il corretto metodo per lo svolgimento delle tracce.
Bisogna, inoltre, imparare ad effettuare dei collegamenti tra i diversi istituti giuridici e non limitarsi al ripasso cronologico manualistico. Ad esempio, nel diritto civile, lo studio dell’istituto della simulazione non può limitarsi al paragrafo del manuale ma deve comprendere anche un raffronto tra l’interposizione fittizia e quella reale nonché, poi, ricollegarsi all’azione di riduzione nella successione necessaria senza dimenticare un parallelismo con la donazione indiretta; oppure l’approfondimento sulla datio in solutum deve necessariamente comprendere la differenza con la novazione.

E’ importante, infatti, approfondire le differenze sottese ai vari istituti giuridici. Analogamente nel penale, quando si ripassa il reato di attentato per finalità terroristiche non si può non rivedere anche le problematiche afferenti, ad esempio, ai reati di pericolo astratto e presunto, al tentativo e al dolo eventuale; oppure, quando si studia il 586 c.p. , morte o lesioni come conseguenza di altro delitto, non si può prescindere dall’analisi degli altri reati aggravati dall’evento, del delitto preterintenzionale e del principio di colpevolezza; o ancora, ad esempio, nel reato di incesto o di ubriachezza è fondamentale ripassare anche le condizioni obiettive di punibilità ed il principio di offensività connesso a quello di colpevolezza. Quindi, è la funzione del corso postuniversitario a consentire questi approfondimenti e collegamenti giuridici che sono necessari per il superamento dell’esame.

Leggere i pareri svolti.

E’ utile, inoltre, leggere i pareri svolti dagli esaminandi degli anni precedenti che hanno superato l’esame e studiare le recenti pronunce della Suprema Corte di Cassazione.

Avendo sempre presente che la Legge professionale forense ha previsto, all’art. 46, che i criteri valutazione delle prove scritte ed orali si basano sui seguenti criteri:
a) chiarezza, logicità e rigore metodologico dell’esposizione;
b) dimostrazione della concreta capacità di soluzione di specifici problemi giuridici;
c) dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati;
d) dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà;
e) dimostrazione della conoscenza delle tecniche di persuasione e argomentazione.

In conclusione.

Naturalmente più tempo ci si dedica allo studio e più speranze ci sono di superare l’esame; ma studiare non è sufficiente perchè bisogna acquisire sia la capacità di saper inquadrare la fattispecie concreta in quella astratta sia la facilità di scrivere in maniera chiara, sintetica, con l’appropriata terminologia e con un lineare e corretto ragionamento logico giuridico.

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